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Proteste : Grave colpo allo sport calabrese
Inviato da ltripodi il 20/5/2013 23:50:00 (725 letture)

Non è stato un tornado, un terremoto o un alluvione a chiudere la Sezone del Tiro a Segno Nazionale di Cosenza ma più semplicemente il Sindaco Mario Occhiuto e la sua giunta.



Sono passati pochi giorni dal venerdi nero che ha macchiato indelebilmente lo sport calabrese e la ferita per il soppruso subito dalla Sezione del Tiro a Segno Nazionale è ancora aperta.
Da come è possibile vedere nelle immaggini, quella posta in essere nei confronti della Sezione più che un'ordinanza di sgombero è stata un''azione punitiva messa in atto da alcuni funzionari dell'amministrazione comunale di Cosenza verso coloro che, volendo difendere i sacrifici di anni, si sono opposti civilmente e legalmente verso chi gestiva il POTERE.
Purtoppo in Calabria siamo abituati a vedere sopprusi, ingiustizie ed angherie e molte volte li accettiamo come se fosse normale, inevitabile ed inutile opporsi. Di solito però chi li subisce chiede aiuto alla polizia, ai carabinieri alle istituzioni per avere giustizia.
Alla Sezione di Cosenza è stato negato il diritto di chiedere aiuto, c'erano infatti i Vigili Urbani, la Polizia di Stato, i Carabinieri, i Vigili del fuoco e perfino l'ambulanza. Hanno sfondato il portone della segeteria con il cassone del camion, hanno aperto le porte del Poligono con il Piede di porco, hanno fuso con la fiamma ossidrica le sbarre dell'armeria.
I vigili del fuoco hanno portato all'esterno le cassaforti che sono state sventrate con la fiamma ossidrica per poter prelevare le armi e le munizioni ed a fine giornata tutto è stato lasciato aperto alla vista dei passanti come per dimostrare cosa succede a chi non si piega.
Se fosse stata una banda di ladri a compiere questo scempio la Sezione avrebbe potuto chiamare le forze dell'ordine ma in questo caso è rimasta impotente restando in attesa dell'esito della sospensiva del TAR e della giustizia che sempre di più è una chimera in questa Italia.
Chissa cosa ne direbbe Garibaldi quando dopo aver unito l'Italia ha creato in ogni comune le prime Società del Tiro a Segno per istruire i cittadini all'uso delle armi con lo scopo di difendere la libertà della Patria appena unita.
Anche la Sezione di Cosenza è stata fondata con Regio Decreto nel 1906 e la nostra speranza è quella di non vederla finire per mano di un'amministrazione miope che fa prevalere dei misteriosi interessi sul buon senso e la buona amministrazione.
Intanto lo sport continua "THE SHOW MUST GO ON" come dicono gli inglesi e la quarta gara federale di Roccella si sta svolgendo con la morte nel cuore, i pochi atleti di Cosenza che hanno partecipato alla prima settimana di prove volevano indossare la maglia con la scritta Cosenza cancellata ma sbagliano perchè non è la città di Cosenza la responsabile dell'accaduto ma gli uomini che la guidano, anzi Cosenza è la prima vittima della loro gestione.
Il Presidente Macchione, nonostante l'accaduto sta facendo il possibile per garantire la partecipazione del gruppo giovanile alla Quarta Gara Federale anche perchè la mancata partecipazione degli atleti cosentini potrebbe compromettere la qualificazione della Regione Calabria alla Finale Italiana del Trofeo delle Regioni 2013.
Ci piacerebbe risvegliarci e scoprire che tutto fosse stato un incubo ma purtroppo la realta è diversa dai sogni, tuttavia riponiamo grande fiducia nella magistratura e speriamo ancora in un ripensamento da parte di chi, dovendo agire nell'interesse collettivo, abbia il coraggio di rivedere le proprie azioni e possa trovare soluzioni che evitino la finale distruzione di una realtà sportiva ed istituzionale rilevante come la Sezione del Tiro a Segno Nazionale di Cosenza.

Comitato Regionale UITS Calabria
Il Presidente
Dott. Luigi Tripodi



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